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CARBONARA DAY (6 APRILE)
SPAGHETTI, RIGATONI E PENNE I FORMATI PER LA CARBONARA PIÙ AMATI DAGLI ITALIANI PER 9 SU 10 IL TIPO DI PASTA FA LA DIFFERENZA I PASTAI DI UNIONE ITALIANA FOOD LANCIANO LA CHALLENGE #FORMATOCARBONARA
Il 6 aprile i pastai di Unione Italiana Food tornano a celebrare il piatto di pasta più goloso con la 9ª edizione del #CarbonaraDay. Coinvolti Facebook, Instagram e X per chiedere a chef, blogger ed esperti di food di condividere la propria versione della carbonara con il formato di pasta preferito • 3 Chef Ambassador riveleranno i segreti della propria versione con il formato preferito: Barbara Agosti, Sarah Cicolini e Luciano Monosilio • La Presidente dei pastai di Unione Italiana Food, Margherita Mastromauro: “La Carbonara è oggi il laboratorio della pasta che intercetta nuovi stili di vita e modalità di consumo, tra ingredienti nuovi e formati non convenzionali” Milano, 02 aprile 2025 – Pasta, guanciale, uovo, pecorino romano e pepe nero, cinque ingredienti per la ricetta italiana più amata, discussa e replicata al mondo (tra le più cliccate secondo i report di Google e con quasi un milione di ricerche mensili secondo la classifica di BonusFinder).
La carbonara ha mille volti ma, in tutte queste declinazioni, la pasta rimane il minimo comun denominatore, in cui il formato preferito fa la differenza: per tutti gli italiani o quasi (93,4%) il formato di pasta è importante per la buona riuscita del piatto e per quasi 1 italiano su 2 (47,2%) è un elemento molto importante. La pasta lunga vince sulla pasta corta 6 a 4. Sono, infatti, 6 italiani su 10 (57,9%) a preferire i formati lunghi, contro il 36,8% che preferisce la pasta corta. Prevale inoltre la pasta rigata rispetto a quella liscia: 61% contro il 32,2%. Non sorprende, quindi, che il formato più votato per questo piatto siano gli spaghetti (scelti dal 59,9% degli italiani e il preferito per il 51,7%. Nel 2024, secondo i dati NielsenIQ in Italia ne sono stati consumati oltre 100 milioni di kg). E se tra i formati di pasta corta troviamo i rigatoni (scelti dal 24,6% con un 13,9% che lo dichiara formato preferito) e le mezze maniche (19,5% e 10,0%. Nel 2024 sono stati consumati quasi 69 milioni di kg tra rigatoni/tortiglioni/maccheroni), due formati “classici” della Carbonara, a gran sorpresa, 2 italiani su 10 (19,9%) votano le penne (formato preferito per il 10,1%.
Nel 2024 ne sono state consumate 105,5 milioni di kg), che occupano il terzo posto della classifica, dopo i rigatoni e prima delle mezze maniche. Lo rivela un’indagine demoscopica realizzata da AstraRicerche per i pastai di Unione Italiana Food per indagare il rapporto degli italiani con la regina delle ricette tradizionali del nostro Paese e scoprire quali sono i formati di pasta preferiti dei consumatori quando la portano in tavola. La ricerca è stata realizzata nel mese di febbraio 2025 tramite 1.009 interviste online ad un campione di italiani 18-65enni. Come dire, anche quando si parla di formato, la Carbonara apre le proprie porte verso una dimensione infinita, ed è così che deve essere perché lei è democratica e le piace mettere tutti d’accordo. Per questo il tema della IX° edizione del #CarbonaraDay è #FormatoCarbonara: spaghetto, rigatone, mezza manica o tonnarello, qual è il formato ideale perla Carbonara? Torna il 6 aprile la spaghettata social più amata al mondo - l’anno scorso ne hanno parlato circa 3 milioni di pasta lovers e i pastai italiani di Unione Italiana Food celebrano il piatto di pasta più goloso su Facebook, Instagram e X, per chiedere a tutto il mondo di condividere la propria versione della “carbonara” con il formato del cuore.
La Carbonara è un pezzo della tradizione culinaria italiana che, da sempre, dà adito a una querelle: da un lato i tradizionalisti che la preparano esclusivamente con guanciale e pecorino, dall'altro gli innovatori che vedono questo piatto in maniera versatile e riscrivibile in numerose varianti con pancetta e grana, vegetariana o, addirittura, di mare. Ma su una cosa sono tutti d’accordo, il formato di pasta ideale per la carbonara è quello che raccoglie meglio il condimento (72,3%), deve anche essere facile da mantecare (26,9%) e da mangiare (21,6%). gli italiani e la carbonara, una passione da preparare a casa più volte al mese per oltre 1 italiano su 2 Partiamo da una premessa: quella con la Carbonara è una relazione basata su una dichiarazione d’amore e fedeltà, da gustare quando si mangia fuori, ma soprattutto da preparare e mangiare all’interno delle proprie mura domestiche: più di 1 italiano su 2 (55,3%) la prepara più volte al mese e più di 1 su 5 (21,5%) lo fa una volta al mese. Solo il 4,3% dichiara di non prepararla mai a casa. E se le fazioni dei Carbonara lovers si dividono tra puristi e innovatori, su una cosa concordano: gli ingredienti per prepararla, escludendo la pasta, sono quattro, ma il guanciale è quello considerato essenziale per oltre 6 italiani su 10 (61,1%) e deve essere croccante (43,8%) o almeno leggermente croccante (45,3%).
Il motivo di tanta passione verso questa ricetta è legato ad una questione di palato: per 6 italiani su 10, la carbonara piace soprattutto perché è golosa, a cui fa seguito il suo essere un piatto della tradizione (29,1%). Ma c’è anche chi le riconosce un ruolo nel generare buonumore: per 1 italiano su 4 (25,3%) mette allegria per il suo gusto e i suoi colori. Tra le altre ragioni ci sono il suo essere un piatto dai sapori bilanciati (22,7%) e veloce da preparare (20,1%). ognuno ha il suo preferito ma 8 italiani su 10 proverebbero la carbonara con formati unconventional Le motivazioni per la scelta del formato sono diverse: il 35,9% degli intervistati dichiara di scegliere un determinato formato perché lo ritiene quello che meglio si sposa con la ricetta, in quanto raccoglie meglio il sugo, mentre il 26,6% lo sceglie in base al proprio formato preferito in generale, a prescindere dal condimento; ancora, il formato viene scelto perché è considerato quello tradizionalmente più utilizzato per la carbonara (19,5%) o semplicemente per abitudine (17,8%). Nonostante le preferenze personali in tema di formato di pasta, la maggioranza degli intervistati (84,0%) si dichiara comunque disposta a cucinare la carbonara con un formato di pasta considerato meno tradizionale: 56,9% abbastanza e 27,1% molto.
E sempre per via della preferenza dei formati lunghi per la preparazione della carbonara, l’alternativa più votata sono le linguine (26,5%). Seguono sedani (12,6%) e vermicelli (10,4%). Molto diversa la classifica per i 18-29enni che subito dopo le linguine scelgono ravioli, conchiglie e orecchiette. La carbonara è il piatto che vanta più imitazioni nella storia della gastronomia recente: secondo il rapporto dell’Accademia Italiana della Cucina è la ricetta più interpretata all’estero, mentre il New York Times cita un articolo di Ian Fisher, “Pasta Carbonara, an Unlikely Stand-In”, secondo il quale ci sarebbero 400 versioni di carbonara in giro per il mondo. E, sempre più spesso, l’ispirazione arriva dal web. Secondo Margherita Mastromauro, Presidente dei pastai di Unione Italiana Food, “Ci sono ricette capaci di emozionarci anche fuori dal piatto. La Carbonara è il caso più eclatante e forse oggi possiamo definirla il laboratorio della pasta che intercetta nuovi stili di vita e modalità di consumo, tra rielaborazioni e improvvisazioni dell’ultimo minuto, tra ingredienti nuovi e formati non convenzionali.
E va benissimo così. È una sorpresa per noi pastai riscontrare nel consumatore una consapevolezza così alta dei 500 formati di pasta che il mercato mette a disposizione e dell’apertura a quelli meno convenzionali da abbinare alla Carbonara. Questo piatto è sinonimo di libertà e le tante versioni in tutto il mondo di questo piatto ne sono la prova. La pasta ha così successo nel mondo perché è buona e versatile”. tre ambassador d’eccezione: barbara agosti, sarah cicolini, luciano monosilio, ognuno con il suo formato di pasta Il Carbonara Day si festeggia ogni anno il 6 aprile ed è la “spaghettata social” più grande del mondo dedicata alla ricetta di pasta più condivisa. Basti pensare che sul solo Instagram sono oltre 2 milioni i contenuti con l’hashtag #Carbonara. Ideato nel 2017 dai pastai di Unione Italiana Food, il #CarbonaraDay ha raggiunto in 6 anni una platea potenziale di 1,7 miliardi di persone, diventando un appuntamento imperdibile per food influencer, media, cuochi e appassionati che desiderano condividere opinioni a proposito di questo piatto e, più in generale, sul rapporto tra tradizione e contaminazione in cucina.
Per questa 9ª edizione, i pastai di Unione Italiana Food hanno coinvolto tre Carbonara Master d’eccezione, ognuno esperto di differenti formati: Barbara Agosti (Eggs) l’ambasciatrice della Carbonara a Milano che si diverte a prepararla con i formati più creativi, Sarah Cicolini (SantoPalato), la stella cometa della cucina romana che per la Carbonara sposa il rigatone, e Luciano Monosilio (Luciano Cucina Italiana), il Re indiscusso della Carbonara e maestro del formato con lo spaghetto. #CarbonaraDay, la “spaghettata” social più grande del mondo che coinvolge milioni di persone “Formato Carbonara” vive, infatti, anche sui social. I food ambassador Maria Stella (@burrataepistacchi), Alexandro Basta (@alexandro_b), Carlotta Gennari e Carolina Parri (@Moodlyfood) realizzeranno la loro Carbonara, ciascuno con un formato diverso. Per partecipare all’evento virtuale le regole sono semplici: il 6 aprile basterà seguire gli hashtag #CarbonaraDay e #FormatoCarbonara e cimentarsi in dirette video, condividere opinioni, foto e consigli su Instagram, Facebook e X.
Roberta Russo 06 80910724 - 342 3418400 t
EUROFLORA 2025 LA NATURA SI FA SPAZIO ALL'HOTEL BRISTOL PALACE
L’esposizione internazionale del fiore e della pianta ornamentale, giunta quest’anno alla sua XIII edizione, approda in anteprima nel 5 stelle lusso genovese tingendolo di rosa. Genova, 02 aprile 2025_ È stata Euroflora, la mostra internazionale di piante e fiori che si terrà a Genova dal 24 aprile al 4 maggio, la protagonista dell’evento che ha avuto luogo ieri sera presso l’Hotel Bristol Palace. L’iconico 5 stelle ha voluto celebrare in anteprima l'edizione 2025 della kermesse dedicando, alla “panchina rosa”, un corner nella hall dell’hotel - appositamente allestito con fiori e installazioni a tema - che è stato inaugurato ieri sera alla presenza del Presidente del Porto Antico di Genova Mauro Ferrando e dell’Assessore al Turismo Alessandra Bianchi.
Con questa trasformazione “green”, il Bristol Palace si unisce a una pluralità di attori - quali florovivaisti, floral designers, parchi, orti botanici, Comuni e Stati esteri - per promuovere la kermesse internazionale attraverso l’allestimento di veri e propri giardini. L’Hotel Bristol Palace, che da sempre partecipa con grande piacere e molto attivamente agli eventi della città, contribuisce così all’importante progetto di rigenerazione urbana del Waterfront di Levante firmato dall’architetto Renzo Piano per far spazio alla natura. La panchina rosa di Euroflora 2025 sarà presente in hotel fino alla conclusione della rassegna, a disposizione sia dei clienti che della cittadinanza che potrà scattare selfie floreali in un contesto unico.
L’Hotel Bristol Palace è permeato di atmosfera Liberty, tra dettagli Art Nouveau ed eleganza inizio ‘900, forme sinuose e decorazioni a tema floreale, marmi policromi dei pavimenti e sontuosi salotti Napoleone III. Progettato dall’architetto Dario Carboni, fu inaugurato nel 1905. Al suo interno custodisce un audace scalone ellittico - che dal piano terra arriva all’ultimo piano - e che si dice abbia ispirato Alfred Hitchcock, più volte ospite dell’albergo, per la spirale di “Vertigo - La donna che visse due volte”. GRUPPO DUETORRIHOTELS Fanno parte del gruppo Duetorrihotels, quattro hotel ospitati in altrettanti palazzi storici nel cuore delle principali città d’arte italiane: il Grand Hotel Majestic “già Baglioni” *****L di Bologna, il Due Torri Hotel*****L di Verona, l’Hotel Bernini Palace***** di Firenze e l’Hotel Bristol Palace***** di Genova custodiscono, al loro interno, veri e propri capolavori.
Cui si aggiungono, il Santa Barbara, business hotel a San Donato Milanese, e il budget hotel Alga a Milano. Da anni il gruppo porta avanti un’opera di restyling di questo inestimabile patrimonio, valorizzandolo come parte dell’eredità storico-artistica del territorio. Il gruppo, tra i leader dell’hôtellerie e dello stile italiano, unisce alla capacità di leggere le necessità e i desideri di ogni cliente, una spiccata vocazione internazionale. Tutti gli hotel del gruppo partecipano attivamente alla vita culturale delle più incantevoli città d’arte d’Italia, organizzando eventi, iniziative e mostre.
COMUNICAZIONE GRUPPO DUETORRIHOTELS_SEC AND PARTNERS PR e media relations: Chiara Caliceti, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
VERMENTINO GRAND PRIX 2025: ECCO LA TOP TEN DEI VERMENTINI DELLA DOC MAREMMA TOSCANA
Si è tenuta a Castiglione della Pescaia la sesta edizione del concorso, voluto dal Consorzio per valorizzare le potenzialità di questo vitigno La top ten sarà in degustazione a Vinitaly, dove il Consorzio è presente con tante nuove annate e una collettiva di Aziende. La sesta edizione del Vermentino Grand Prix si è svolta a Castiglione della Pescaia (Grosseto) nei giorni scorsi. Un appuntamento ormai consolidato e promosso dal Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana che continua il percorso di valorizzazione di questo vitigno. “Oltre il 30% dei vini della DOC Maremma Toscana sono ottenuti con il vitigno Vermentino, in larghissima parte presentato in purezza, il che fa della Maremma l'enclave più importante della regione per la produzione di vini bianchi”, spiega il presidente del Consorzio Francesco Mazzei.
I vini da esaminare sono stati 67, gran parte dei quali delle annate 2024 e 2023, ma si è andati indietro fino alla 2019. Di questi, la grande maggioranza è elaborata in acciaio, ma non mancano quelli dove sono utilizzati ovetto in cemento, anfora, cocciopesto oppure – per una minima parte - legno. Erano 12 i Vermentini con la menzione Superiore, undici dei quali annata 2023 e uno 2022, e 4 di questi sono rientrati nella Top Ten. “Nella top ten di questa edizione le referenze fanno tutte riferimento ad annate non recenti e quattro di queste hanno la menzione Superiore ciò a testimonianza che si tratta di un vitigno con ottime potenzialità di invecchiamento” continua Mazzei da sempre sostenitore di questa varietà.
“Il Vermentino è un vitigno di mare che in Maremma ha trovato la sua culla ideale, capace di esprimere sfumature diverse a seconda del suolo, dell’altitudine e della vicinanza al mare. È un vino in continua crescita, su cui i produttori stanno investendo con convinzione, certi delle sue grandi potenzialità. Ritengo che il Vermentino, per la sua complessità e personalità, possa ambire a confrontarsi con i grandi bianchi – e non solo – a livello internazionale. L’introduzione della menzione Superiore rappresenta un ulteriore passo avanti per valorizzare al meglio la qualità e la ricchezza espressiva di questo vitigno, uno dei veri marcatori identitari della nostra Denominazione”, conclude il presidente del Consorzio.
Come nelle scorse edizioni, i vini – tutti Maremma Toscana DOC Vermentino – avevano una presenza minima del vitigno all'85%, per la maggior parte ottenuti in purezza e solo in pochi casi con aggiunta di altre varietà come Viognier, Sauvignon o Trebbiano. La “Top Ten” 2025 dei Vermentini Maremma Toscana DOC è composta da, in ordine alfabetico per azienda: Cantina Vignaioli di Scansano - Vermentino Superiore 2023 "San Bruzio", Castelprile della Volpaia - Vermentino Superiore 2023 BIO "Castelprile", Cupirosso - Vermentino 2022 BIO "Audace", Fattoria di Magliano - Vermentino 2023 BIO "Pagliatura", Giovanni Valentini - Vermentino Superiore 2023 "Veive", Podere Poggio Bestiale - Vermentino 2023 "PerLelo", Poggio Levante - Vermentino 2019 "Unnè", Tenuta Casteani - Vermentino Superiore 2023 BIO "Maremmano", Tenuta Dodici - Vermentino 2023 "Solo", Tenuta Pietramora di Colle Fagiano - Vermentino 2023 "Limite".
“Il Vermentino Grand Prix è un’iniziativa che ci consente di mettere alla prova questo vitigno e ogni volta rimaniamo piacevolmente sorpresi”, spiega Luca Pollini Direttore del Consorzio, “Per la prima volta uno dei 10 vini della Top Ten ha oltre cinque anni di età - appartiene addirittura all’annata 2019 – una bella conferma delle potenzialità e della longevità del Vermentino della nostra Denominazione. Anche i numeri sono dalla sua parte: in Maremma si trova il 50% degli ettari coltivati in Toscana con questa varietà. Degli oltre 1070 ettari presenti sul nostro territorio - con un incremento di 100 ettari rispetto allo scorso anno - quasi il 60% delle superfici ha meno di 13 anni e oltre il 40% non arriva a otto anni, si tratta quindi di impianti relativamente giovani, segno che i produttori continuano a dare fiducia a questo straordinario vitigno.”
La giuria del Grand Prix, presieduta da Luciano Ferraro - Vice Direttore del Corriere della Sera - è composta da una selezione di rappresentanti di ristoranti stellati della Maremma e di Enoteche (Caino, Il Pellicano e Enoteca Castiglionese), da tre enologi consulenti - Graziana Grassini, Luca Cantelli e Gabriele Gadenz - e da altri tecnici di settore. IL DEBUTTO DELLA TOP TEN 2025 A VINITALY La top ten selezionata durante il Vermentino Grand Prix 2025 sarà per la prima volta in degustazione in occasione dell’imminente Vinitaly, allo stand del Consorzio (Padiglione 9 Stand B16). Insieme ai vini vincitori al banco consortile ci saranno 77 vini di 44 diverse aziende per offrire una panoramica della Denominazione. Presenti inoltre, con una propria postazione, una collettiva di produttori di nove aziende: La Chimera d'Albegna, Le Lupinaie, Podere Poggio Bestiale, Giovanni Valentini, Fattoria Il Casalone, Poggio Brigante, Col di Bacche, Tenuta Agostinetto, Val del Melo.
Si potranno conoscere i bianchi, a partire dai numerosi Vermentino e Vermentino Superiore fino all’Ansonica e al Trebbiano e agli internazionali Chardonnay e Sauvignon; ci saranno anche i rosati a base Sangiovese e Alicante e i rossi, cominciando con gli autoctoni Ciliegiolo (tutti in purezza), Alicante e Sangiovese, passando per i blend in stile Supertuscan fino agli internazionali Cabernet Sauvignon, Cabernet franc, Merlot, Syrah e Petit Verdot, in purezza o in taglio bordolese. Nelle giornate del 7 e 8 aprile si potranno inoltre scoprire i sapori della cucina toscana con la degustazione di Tortello Maremmano in abbinamento al Vermentino Superiore DOC Maremma Toscana e ai Morellino d’Annata, presso lo stand del Consorzio Morellino di Scansano. L’iniziativa è organizzata con l’Associazione per la Tutela e la Promozione del Tortello Maremmano, istituita su iniziativa di Confesercenti Grosseto.
Simonetta Gerra
I VINI DI TUA RITA DEGUSTATI DALLA FIS DI GENOVA
di Virgilio Pronzati
Roberta Bonasegale Presidente della FIS Liguria mentre presenta la serata
Lo scorso 29 gennaio un’altra serata enoica da ricordare. Roberta Bonasegale appassionata e professionale sommelier e presidente FIS Liguria ha organizzato un inedito tasting con gli iconici vini della cantina Tua Rita. Un’azienda nata nell’84 quando Rita Tua e e Virgilio Bisti decisero di acquistare quella tenuta dove vivere a contatto con la natura, coltivando la propria terra. Ma la spinta irrefrenabile della passione per il vino cambiò decisamente le cose.
L’enologo Giovanni Frascolla, nipote di Tua Rita, mentre racconta la storia di Tua Rita
Quella proprietà divenne col tempo la Cantina Tua Rita, sinonimo di vini di elevata qualità. Oggi, dopo la morte del padre, alla guida c’è la figlia Simena col dinamico marito Stefano Frascolla. La cantina situata non lontano dal Mar Tirreno, in posizione pittoresca su una collina nel piccolo borgo medievale di Suvereto, è passata dall'attività artigianale ad un'impresa moderna..L’area coltivata, inizialmente di due ettari, è cresciuta costantemente fino a raggiungere i 30 ettari. Nella tenuta Poggio Argentiera di 50 ettari in Maremma, i vigneti situati dietro la cantina sono a bacca nera e bianca: Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Sangiovese e Syrah per la prima e Chardonnay, Trebbiano, Riesling, Traminer, Ansonica e Vermentino per la bianca.
Paolo Cepollaro Presidente FIS della Toscana descrive la cantina Tua Rita
A seconda della posizione, la densità di impianto varia tra 5.000 e 9.000 viti per ettaro. L’autore dei vini è il noto enologo Luca d’Attoma. Mentre la produzione annuale è di circa 220.000 bottiglie. Quello che caratterizza i vini di Tua Tita sono la ricchezza di minerali nei propri vigneti collinari di Suvereto e ancorpiù, la ricerca quasi maniacale della qualità. Basti pensare alla raccolta delle uve effettuata in due e tre tempi. Piccole e medie partite di vini che spesso non superano le due-tre mila bottiglie. Condizioni dettate da scelte a favore dell’ambiente e del consumatore che hanno ricevuto apprezzamenti da famosi personaggi del vino come Hugh Johnson (il maggior storico del vino) e Robert Parker. Quest’ultimo conferì al Redigaffi di Tua Rita 100 centesimi.
Paolo Cepollaro Presidente FIS della Toscana mentre guida la degustazione dei sei vini
La prima volta che accade ad un vino italiano.. Nella serata presentata con la consueta professionalità dalla presidente Roberta Bonasegale ci sono stati gli interessanti interventi di Paolo Cepollaro Presidente della FIS Toscana e del giovane e dinamico Giovanni Frascolla responsabile marketing e nipote di Tua Rita. Ecco la pregiata sestina degustata nell’affollato salone dell’Hotel Holiday Inn di Genova.
La sommelier FIS Liguria Francesca Madeo mentre interroga Giovanni Frascolla sull’export aziendale
Perlato del Bosco Bianco 2023
Da uve vermentino. Aspetto: Brillante, di colore paglierino con lievi riflessi dorati. Al naso: Discretamente intenso e persistente, fine e varietale, con sentori di fiori di ginestra e acacia, cedro e note minerali. In bocca: Secco, molto fresco e sapido, minerale, piacevolmente caldo, pieno e continuo. Al retrogusto: Nette percezioni sapida e minerale e note floreali e fruttate.
Lodano Bianco 2023
Da uve Traminer, Riesling e Chardonnay Aspetto: Cristallino, di colore verde-oro Al naso: Molto intenso e persistente, fine, composito, con sentori fruttati di miele d’acacia, prugna gialla matura, e lieve di banana e boisè. In bocca: Secco ma morbido, sapido e minerale, caldo, pieno e molto persistente. Al retrogusto: Percezioni sapida e minerale e note fruttate e boisè.
Relatori con i sommelier di servizio
Rosso dei Notri 2023
Da uve Cabernet sauvignon, Merlot, Syrah e Cabernet franc Alla vista: Limpido, di colore rubino tendente al granato. Al naso: Intenso e persistente, fine e ampio, con sentori fruttati e speziati di mora di rovo, lampone, prugna, carruba, pepe nero e leggero balsamico. In bocca: Secco, sapido, caldo, giustamente tannico, pieno e continuo. Retrogusto: Percezioni sapida e tannica e note fruttate, speziate e balsamiche.
Perlato del Bosco Rosso 2022
100% di Sangiovese Alla vista: Limpido, di colore rubino tendente al granato. Al naso: Discretamente intenso, persistente, fine e ampio, ancora un po vinoso, varietale, con sentori fruttati, speziati e minerali di piccoli frutti rossi boschivi, ferroso, leggero balsamico e liquirizia. In bocca: Secco, molto sapido, un po minerale, caldo, giustamente tannico, pieno ma snello e di buona persistenza. Giovanissimo. Retrogusto: Percezioni sapida minerale-ferrosa e tannica e note fruttate, speziate e balsamiche.
Giovanni Frascolla, Paolo Cepollaro e Roberta Bonasegale con i sei vini degustati
Giusto di Notri 2021
Da uve Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc Alla vista: Limpido, di colore rubino carico tendente al granato. Al naso: Abbastanza intenso, persistente e fine, ampio, con sentori fruttati, speziati. vegetali e minerali di gelatina di piccoli frutti rossi boschivi, composta di frutta e ortaggi macerati, cannella e umori vegetali balsamici e minerali. In bocca: Secco, sapido, un po minerale, caldo, appena tannico, pieno ma snello e discretamente continuo . Retrogusto: Percezioni sapida, minerale-tannica e note fruttate, speziate e minerali-balsamiche.
Per Sempre 2021
100% di Syra.: Alla vista: Limpido, di colore rubino vivo. Al naso: Intenso, persistente, ampio, fine e varietale, con sentori fruttati e floreali di piccoli frutti boschivi, violetta, anice stellato, cacao, cioccolato e lieve balsamico. In bocca: Secco ma piacevolmente morbido, sapido, giustamente tannico, caldo, di grande ma equilibrata struttura e molto persistente. Già di molta armonia. Retrogusto: Percezioni sapida e tannica e note fruttate, floreali, speziate e balsamiche. Al termine della degustazione, un gradito piatto con specialità casearie e salumi toscani di qualità.
ZERO TOLLERANZA PER IL SILENZIO: IL RUZZESE SI FA VOCE, VINO, DICHIARAZIONE D’INTENTI
Zero Tolleranza per il Silenzio non è solo un vino. È un atto di coraggio, una presa di posizione. È il rifiuto di restare in silenzio, di lasciarsi scivolare addosso la vita senza dire la propria. Nasce a Bonassola, nel Levante ligure, tra le vigne affacciate sul mare di Ca’ du Ferrà, dall’incontro tra storia e contemporaneità, tra la volontà di recuperare un vitigno dimenticato e il desiderio di dare forma nuova a un’identità. Il Ruzzese, uva autoctona dalle radici profonde, per la prima volta “si veste di bianco fermo” e lo fa con potenza, eleganza e visione. Dopo la prima vinificazione in versione passito con il progetto “Diciassettemaggio”, i produttori Davide Zoppi e Giuseppe Luciano Aieta hanno deciso di esplorare una nuova via, affiancati dall’enologa Graziana Grassini.
L’intuizione nasce dal passato – come testimonia già Andrea Bacci nel 1596 – ma guarda dritta al futuro. Il Ruzzese, con la sua acidità fissa e la maturazione tardiva, è un vitigno contemporaneo nella sua essenza e resilienza, resistente alla siccità e al cambiamento climatico. Il progetto si inserisce nella missione della Comunità Slow Food per la Protezione e Valorizzazione del Ruzzese del Levante Ligure, di cui Ca’ du Ferrà è parte attiva. Un impegno condiviso che unisce agricoltura, etica e territorio in un’ottica di tutela e rigenerazione. «Siamo partiti da una sensazione. Il desiderio di raccontare il nostro territorio attraverso un linguaggio che unisse bianco e nero, passato e presente, il gesto antico della vigna e l’urgenza moderna di farsi sentire. Questo vino – raccontano Davide e Giuseppe – è la sintesi di un percorso fatto di studio, sperimentazione e ascolto.
È il nostro modo per dire che il silenzio non fa per noi. Che ogni bottiglia può essere una voce. E che la bellezza sta anche nel rompere gli equilibri, per crearne di nuovi.» Il nome, Zero Tolleranza per il Silenzio, è frutto di una riflessione profonda: una provocazione culturale, prima ancora che estetica. È un messaggio rivolto al mondo, ma anche un invito alla responsabilità individuale. Contro l’omertà, l’indifferenza, la paura di esporsi. Anche il vino, nella sua espressività, diventa vibrante e diretto: non rimane mai muto nel calice, ma dialoga, sorprende, stimola. A dare corpo e anima al progetto, l’enologa Graziana Grassini, che ha seguito passo dopo passo il lavoro nei filari, la vinificazione e l’evoluzione del vino: «Il Ruzzese è un vitigno meraviglioso, capace di raccontarsi prima ancora che diventi vino.
Il risultato è un riflesso limpido dell’uva, come se la vite avesse già scritto, con il suo gesto, la storia nel calice.» La presentazione ufficiale si è svolta il 27 marzo presso la Biblioteca Internazionale “La Vigna” di Vicenza, luogo simbolo della cultura enologica europea. L’evento, arricchito da un’esperienza immersiva sulle note evocative di Zero Tolerance for Silence di Pat Metheny, ha visto gli interventi del Prof. Franco Mannini, esperto di genetica viticola, dell’agronomo dell’azienda Gabriele Cesolini e dei protagonisti del progetto, Davide e Giuseppe. Anche la bottiglia racconta una storia: l’etichetta, con uno strappo netto, svela il nome come una dichiarazione.
Una piccola rivoluzione visiva, coerente con la filosofia che accompagna tutto il lavoro dell’azienda. Con sole 635 bottiglie prodotte per l’annata 2023, Zero Tolleranza per il Silenzio si colloca all’apice della gamma aziendale. Ma soprattutto, segna l’inizio di un nuovo percorso. Un vino che è punto di arrivo e di partenza, linguaggio e contenuto, gesto agricolo e pensiero culturale. Un vino che parla. E invita a fare altrettanto. Informazioni: www.caduferra.wine Sarà possibile degustare Zero Tolleranza per il Silenzio a Vinitaly dal 6 al 9 Aprile a Verona presso lo stand Ca’ du Ferrà - Padiglione 8, Area C8/C9, Desk 3.
Federica Schir